Visualizzazione post con etichetta pesce. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta pesce. Mostra tutti i post

domenica 17 aprile 2011

Casa marina.

  Un Samba dice:"Nella mia casa non si litiga coi vicini, non si sparla degli altri, non si fanno tanti problemi; non ci si preoccupa di chi ti ha fatto torti o di chi briga e intriga, nella mia casa c'è cibo e olio di palma, nessuno manda maledizioni. Se c'è qualcuno afflitto tutti cantano e tutti pregano. E se qualcuno canta, tutti ballano e nessuno si stanca, perché la mia casa è casa di Bamba."

Casa marina è casa di bamba

sabato 15 maggio 2010

Isole dell'isola: Panarea


di Davide Enia e Sandro Gulì

E quindi abbiamo appena parcheggiato a Milazzo santiàndo per l’assurdità di non avere da Palermo nessun aliscafo che ci porti direttamente alle Eolie, ma il màlo segno dei tempi lo si legge  nell’assenza di strutture nel territorio o nel pessimo stato della Palermo-Messina. Possiamo solo sperare che la sosta a Panarea lenisca questa amarezza per lo stato di acuta malattia in cui versa l’Isola (ed invero Panarea è stata panacea del male nei due giorni di soggiorno). Stiamo per imbarcarci quando, più con meraviglia che con sconforto, veniamo stoppati da due poliziotti in borghese per un “controllo antiterrorismo”.

mercoledì 5 maggio 2010

I pescatori di Porticello

 Aspettiamo il rientro dei pescherecci di Porticello, rimbalziamo da un capannello all'altro e cerchiamo di capire che cosa hanno sottratto al mare. Dietro di noi una fila di furgoni frigorifero di pescivendoli e nell'aria le parole tranciate di una febbrile contrattazione. Bisogna essere decisi. Non sono ammessi tentennamenti, niente domande superflue. Le murene hanno la pelle dura, se volete la tolgo io.

sabato 13 febbraio 2010

Tsukiji

di Davide Enia
Alle 5 ca matinàta c’è l’asta del tonno al più grande mercato di pesce dell’Asia. Tsukiji, si chiama. La città è Tokyo. Metrò a quell’ora ‘un ci nn’è, un bello taxi dal nostro hotel (Shinjuku) a Tsukiji, che è a 20 minuti a piedi da Ginza, quartiere di grattacieli e uffici e Sony Building vari. Tipo meno di 15 euri di spesa (per un tratto che a Roma, almeno 30 euri, con in più il tassista a parlarti di argomenti così poco interessanti che forse il solo Ghedini). Arrivati, siamo pochissimi gajin (stranieri) ed un fottìo di giappo che travàgghiano ddùoco dìntra. La prima cosa che risalta è l’acqua: dappertutto. Dà parecchia soddisfazione notare che quasi tutti gli altri stranieri (americani per lo più) calzano inutili infradito. Si chiama “fish market”, ma è pur sempre una enorme, imponente, bagnatissima pescheria (consiglio di chi ci è stato: ìtici ch’i scarpe chiuse).