Dal fuoco all'acqua. Dall'elemento al principio di tutto. Tornare a Salina in Ottobre è come vedere la parte acquea del mondo. Le parole della canzone che risuona in auto sono di The Greenhornes with Holly Golightly - There Is An End: Thoughts re-arrange, /Familar now strange, /All my skin is drifting on the wind./Spring brings the rain, /With winter comes pain, /Every season has an end. E il vento mi accompagna nella carambola tra un paesino all'altro, in questa stagione alla fine.
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martedì 19 ottobre 2010
lunedì 18 ottobre 2010
In cima ad una montagna. Viaggio intorno all'origine. 1
C'è un bellissimo verso in un pezzo di Tom Waits che dice "Well the moon is broken and the sky is cracked / Come on up to the house /well you're high on top of your mountain of woe come on up to the house. In cima alla mia montagna di guai, comincio da una casa e da un buon bicchiere.
E' umido quassù, quasi freddo. Sul tetto dell'isola il ricordo del mare è lontano. I cambiamenti si vedono prima salendo in cima al Vulcano. Il paesaggio cambia rapidamente.
E' umido quassù, quasi freddo. Sul tetto dell'isola il ricordo del mare è lontano. I cambiamenti si vedono prima salendo in cima al Vulcano. Il paesaggio cambia rapidamente.
venerdì 3 settembre 2010
Lo chef che mette la Sicilia nel piatto
Sul numero di settembre della rivista Ulisse, disponibile a bordo di ogni aereo dell'Alitalia, Nicola Dal Falco tratteggia un interessante ritratto dello chef Ciccio Sultano e della sua cucina. All'interno c'è una "piccola mappa dell'isola", ovvero i preziosi consigli dello chef per un personale itinerario tra le ricchezze culinarie della Sicilia. Cliccando sul link in basso sarà possibile leggere integralmente l'articolo, per gentile concessione di Ulisse.
http://www.scribd.com/doc/36851632/Lo-chef-che-mette-la-Sicilia-nel-piatto
mercoledì 30 giugno 2010
Il vino che venne dal freddo
I fatti in breve: in una serata di tarda primavera, nella sala da pranzo della foresteria dei Planeta a Menfi, con una vista incantevole sulle vigne e sul mare africano, abbiamo fatto una degustazione di Riesling guidati dal racconto di Vera Bonanno, la sommelier dell'enoteca Picone di Palermo. Nei confusi ricordi della serata ho visto una stella della tv canadese discutere della sua abbronzatura in siciliano con una donna misteriosa, ho visto una compassata coppia inglese seguire le mani di Vera che non smetteva di gesticolare, ho visto e sentito due tizi che scommettevano se Venezia è più a est di Palermo e ho visto un tipo perdere. Ho visto una giornalista olandese che odia i vini tedeschi, ho visto un ciclista velleitario tronfio per i suoi successi (e ho creduto di essere io), ho visto un'americana dall'accento toscano, ho visto lumache di mare nel mio sugo e file interminabili di bicchieri fino a quando, come lucciole, siamo apparsi ad una campagna notturna bellissima.sabato 15 maggio 2010
Isole dell'isola: Panarea
di Davide Enia e Sandro Gulì
E quindi abbiamo appena parcheggiato a Milazzo santiàndo per l’assurdità di non avere da Palermo nessun aliscafo che ci porti direttamente alle Eolie, ma il màlo segno dei tempi lo si legge nell’assenza di strutture nel territorio o nel pessimo stato della Palermo-Messina. Possiamo solo sperare che la sosta a Panarea lenisca questa amarezza per lo stato di acuta malattia in cui versa l’Isola (ed invero Panarea è stata panacea del male nei due giorni di soggiorno). Stiamo per imbarcarci quando, più con meraviglia che con sconforto, veniamo stoppati da due poliziotti in borghese per un “controllo antiterrorismo”.
sabato 13 febbraio 2010
Tsukiji
di Davide EniaAlle 5 ca matinàta c’è l’asta del tonno al più grande mercato di pesce dell’Asia. Tsukiji, si chiama. La città è Tokyo. Metrò a quell’ora ‘un ci nn’è, un bello taxi dal nostro hotel (Shinjuku) a Tsukiji, che è a 20 minuti a piedi da Ginza, quartiere di grattacieli e uffici e Sony Building vari. Tipo meno di 15 euri di spesa (per un tratto che a Roma, almeno 30 euri, con in più il tassista a parlarti di argomenti così poco interessanti che forse il solo Ghedini). Arrivati, siamo pochissimi gajin (stranieri) ed un fottìo di giappo che travàgghiano ddùoco dìntra. La prima cosa che risalta è l’acqua: dappertutto. Dà parecchia soddisfazione notare che quasi tutti gli altri stranieri (americani per lo più) calzano inutili infradito. Si chiama “fish market”, ma è pur sempre una enorme, imponente, bagnatissima pescheria (consiglio di chi ci è stato: ìtici ch’i scarpe chiuse).
martedì 29 dicembre 2009
A Roma, a Roma
E così siamo andati a Roma. In realtà in testa avevamo poche idee ma confuse: vedere la mostra di Caravaggio e Francis Bacon, il nuovo spazio di Antonello Colonna . Un programma minimo (sic). Come sempre, la mappa non è il territorio, così finisce che ci imbattiamo per caso in una mostra meravigliosa dedicata a Calder, con opere che sono una sfida all'equilibrio, incontriamo uno scrittore ceco che legge ad una smarrita platea versi di Rabelais sul vino, finiamo alla festa di Minimum fax, scopriamo una birreria con l'impianto per le spine più grande in Italia, assaggiamo la pizza di Bonci, andiamo a vedere a teatro Michele Sinisi che parla di sequestri e vaiasse, per finire all'enoteca Roscioli con un amico in più e una visita alle cantine sotto il forno. Programma minimo, Roma generosa.
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